Io e il Windsurf

E’ difficile oggi immaginare la mia vita senza il windsurf. Ho praticato tanti sport a livello agonistico, ma nessuno mi ha mai dato quello che mi da il windsurf quotidianamente. Credo che gran parte di questo merito derivi dal fatto che il windsurf non è uno sport e basta, ma è anche uno stile di vita e quindi come tale te lo senti addosso in ogni momento, anche quando non sei in acqua. E poi è uno sport pulito, in simbiosi con la natura e adrenalinico al punto giusto. Si è tutti amici e ci si diverte fuori e dentro l’acqua. Stare in acqua con i propri amici è troppo divertente e ci si stimola gli uni con gli altri a migliorarsi. E poi c’è la “scimmia”, la smania che ogni tanto ti prende e che ti spinge a volere il nuovo giocattolo perchè ci si convince che la tavola o vela nuova del caso ci faranno migliorare in modo pazzesco.

Oltre al divertimento quotidiano, il windsurf mi ha permesso di fondare nel 2007 lo SLOWRIDERS WINDSURF TEAM, un gruppo di amici che condivide questa immensa passione e per il quale ho creato e gestito l’omonimo portale (www.slowriders.it, chiuso nella primavera del 2015. Adesso è rimasta solo la pagina facebook). Il gruppo di amici è comunque rimasto e le uscite insieme sono sempre tante e ci si riconosce facilmente dal nostro logo sulle vele.

Sempre nel 2007 ho iniziato a collaborare stabilmente con la rivista nazionale WINDNEWS, della Marco Sabatelli Editore inizialmente come inviato per il Lago di Como, espandendo il mio contributo con articoli tecnici, test di materiale, resoconti di eventi e presentazioni di materiale. Per questo, non posso che ringraziare Smink (il capo redattore, all’anagrafe Fabio Sabatelli) che mi sta dando questa possibilità. Nel 2011 ho creato e iniziato a gestire la pagina ufficiale della rivista, compito che porto avanti tuttora con continuità.

Dal 2011 è anche iniziata la mia collaborazione strutturata con i marchi di windsurf. A giugno, infatti, l’amico Giorgio Giorgi mi propone di entrare come promoter nei “suoi” Team: Challenger Sails e Drops Baords, due marchi storici italiani rispettivamente di vele e tavole. Con Claudio Bad Badiali (CHS) e Mario Vinti (Drops) entro subito in sintonia ma è con Drops che inizio un percorso di crescita nel campo della comunicazione del windsurf. Con Drops ci do subito dentro facendo tantissime cose. Inizio subito creando la pagina Facebook ufficiale ma spazio anche sulla comunicazione standard curando la rassegna stampa del brand perugino sui vari canali in lingua italiana e inglese. Do anche il mio contributo per la preparazione del catalogo 2012 e preparo le grafiche per le offerte online da passare sulla pagina facebook. Ma non faccio solo il Communication Manager, con il Kranz 75 Drops approfitto anche per fare qualche regata AICW sul Garda (Trofeo Neirotti, Wind’s bar Cup,…) ma capisco subito che non è ciò che mi esalta particolarmente e quindi metto subito da parte l’agonismo per tornare a fare il Freerider (o il Bump & Jumper, come mi piace definirmi) concentrandomi maggiormente sulla comunicazione. Purtroppo nel corso del 2012 Drops ha avuto un problema con la produzione (arrivato giusto un container in tutta la stagione) e a fine anno l’attività della prestigiosa casa perugina si è tarata sul SUP per poi, successivamente, spegnersi del tutto. Mentre va avanti la collaborazione con Challenger, passo a navigare su tavole Tabou dell’amico Mino ma qui non ci sono margini per una collaborazione più strutturata e alla fine tutto resta limitato ad un ruolo di semplice promoter.

A fine 2014, durante il Dealer Meeting del Pryde Group a Malcesine si buttano le basi di quella che diventerà la mia attuale avventura. Dopo essere tornato nella galassia WINDNEWS, Luid Marchegger, neo Agente unico per l’Italia di Pryde Group (JP, Neil Pryde, NP) decide di accogliermi nel suo team JP. Per lui mi occupo di tante cose (più o meno note alla massa….) e la cosa mi ha portato un notevole entusiasmo, oltre che un amico. Anzi oltre che degli amici: Luis, Pia e Greta. Ma questa è un’altra storia e ne parleremo in un’altra puntata di questo mio racconto.

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